Il Governo Introduce la “Tassa sul Selfie”: Paghi per Ogni Foto Pubblicata Online!

Il Governo Introduce la “Tassa sul Selfie”: Paghi per Ogni Foto Pubblicata Online!

di Redazione

In una mossa che ha scatenato un’ondata di indignazione e incredulità sui social media, il Governo italiano ha annunciato l’introduzione di una controversa “Tassa sul Selfie”. A partire dal 1° maggio 2025, ogni cittadino sarà tenuto a pagare un piccolo contributo per ogni fotografia di sé stesso (o in cui è presente) che contenga monumenti o beni pubblici, pubblicata online su piattaforme social, app di messaggistica e persino blog personali.

La notizia, diffusa poco fa con un comunicato stampa del Ministero dell’Innovazione Digitale, ha lasciato a bocca aperta milioni di italiani, soprattutto i più giovani, notoriamente avidi di autoscatti e condivisioni online.

Come Funzionerà la Tassa sul Selfie?

Secondo quanto dichiarato dal Ministero, la “Selfie Tax” è stata introdotta con l’obiettivo di “finanziare progetti di digitalizzazione del patrimonio culturale nazionale e di educazione all’uso responsabile dei social media”. Il meccanismo di riscossione sarà gestito direttamente dalle piattaforme social, che applicheranno automaticamente una tariffa forfettaria per ogni foto pubblicata che rientri nella definizione di “selfie”.

La tariffa, inizialmente fissata a 0,10 euro per foto, potrà variare in base alla piattaforma e al tipo di bene pubblico, monumento, paesaggio, opera d’arte, ritratte nello scatto. Sono previste esenzioni per le foto pubblicate in contesti privati (come chat individuali) e che non contengono immagini, anche parziali, di beni pubblici. Con l’introduzione dell’AI anche WhatsApp applicherà la Selfie Tax.

Reazioni Furibonde degli utenti

La reazione degli utenti italiani è stata immediata e veemente. Sui social media si moltiplicano gli hashtag di protesta come #NoSelfieTax e #GiùLeManiDaiNostriSelfie. Molti utenti minacciano di boicottare le piattaforme social o di emigrare digitalmente verso app meno “fiscalmente aggressive”.

“È assurdo! Già paghiamo le bollette e le tasse, ora dobbiamo pagare anche per una foto?” si sfoga Giulia, una studentessa romana, mentre pubblica ironicamente un selfie con un cartello con su scritto “Tassa Pagata”.

Anche i commercianti locali, spesso promotori di iniziative fotografiche per attirare clienti, esprimono preoccupazione per un possibile calo di visibilità online. “Molti turisti vengono qui e fanno foto ricordo,” commenta Marco, titolare di un ristorante al centro. “Se devono pagare per ogni foto, magari ci penseranno due volte.”

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Il Governo si Difende e Promette Chiarimenti

Il Governo, attraverso le parole del Sottosegretario all’Innovazione, ha cercato di stemperare le polemiche, definendo la misura come “un piccolo contributo per un grande obiettivo”. Promette inoltre che nei prossimi giorni verranno forniti ulteriori chiarimenti sulle modalità di applicazione della tassa e sulle eventuali agevolazioni.

Tuttavia, la fiducia dei cittadini sembra scossa. Molti sospettano che la “Selfie Tax” sia solo un modo per fare cassa in un momento di difficoltà economica.

Fatto sta che l’Italia sarà la prima, ma non ultima, nazione ad applicare la Selfie Tax e sarà quindi “un esempio di mecenatismo indiretto con cui poter tutelare maggiormente i beni pubblici”.

P.S.: Avete controllato bene la data di oggi? La redazione di Quia Magazine vi augura un buon 1° aprile! Speriamo che questo annuncio shock vi abbia strappato un sorriso (e non un sospiro di rassegnazione fiscale). Continuate a scattare selfie… per ora, gratis!

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Photo-video credits:

Selfie_Tax_1AI di Quia Magazine © 2025

Selfie_Tax_2AI di Quia Magazine © 2025

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